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NOZIONI
GEOGRAFICO - STORICHE DEL MIO PAESE
MONFUMO-CASTELLI
per
D.G.P. Parroco
SOPRAINTENDENTE SCOLASTICO
ASOLO
Tipografia di F. Vivian
1881
DUE PAROLE DI PREFAZIONE
Mi si perdoni; ma io sono sempre stato fisso in questa idea, che, allor
quando si vuole insegnare ai Giovanetti i quali toccano il quarto anno delle
Elementari, i primi rudimenti di Geografia e Storia, punto non convenga
gittarli, diro' cosi', di slancio nello studio della Geografia e Storia della
patria comune, senza avere bene appreso prima la parola Storia e Geografia
del paesello natio.
Non vi ha, si puo' dire, in Italia Comune o Frazione, monte o pianura, fiume
o lago, che non ricordi una qualche memoria.
Del resto non pare ben fatto, che il Giovanetto risponda a trionfo sulla
Geografia e Storia della nostra patria comune, e poscia ignori la
conformazione topografica del suo paese nativo, i nomi delle acque che lo
irrigano, delle colline (se vi sono) che lo abbelliscono, delle vie che lo
percorrono, delle contrade che lo compongono, di tutto, in una parola, quello
che intorno ad esso interessa a sapersi.
Percio' appunto, o Giovanetti, della mia Monfumo mi sono deciso a presentarvi
le Nozioni Geografico-Storiche del mio Paese, onde agevolarvi la via, o
diro' meglio, iniziarvi allo studio di questo importantissimo ramo di scienza.
Monfumo 28 Luglio 1881
D.G.P. PARROCO
NB. Riguardo alle Notizie storiche del mio Paese, a mio scarico accenno che
furono da me compilate dopo consultati gli scrittori: Giovanni Bonifacio -
Lo Scardeone - Il Burchielati ed un altro libretto di notizie Storiche del
Distretto di Asolo, stampato a Belluno sul finire del secolo scorso.
Le nostre scuole sono provvedute di carte murali Topografiche sufficienti
all'uopo.
NOZIONI
GEOGRAFICO-STORICHE DEL MIO PAESE
PARTE PRIMA
MONFUMO
SEZIONE PRIMA
Geografia
PROEMIO
Io abito a Monfumo, ridente paesello della Provincia di Treviso, nel Mandamento di Asolo.
Come e' obbligo di ogni Italiano di amare con tutto l'affetto la comune patria
l'Italia; così ne viene di legittima conseguenza che questo amore cominci in
prima col mio piccolo paese nativo, che fa parte esso pure della medesima
Patria. Io mi studierò quindi di conoscerne prima la sua Geografia, indi la sua non
ispregevole pagina di Storia.
CAPITOLO I
Confini e posizione astronomica.
Monfumo è un bel paese traversato da occidente in oriente da tre distinte catene di piacevoli colline, ubertose e ben coltivate; frammezzato da valli feconde, e situato in un clima assai temperato, perchè difeso
dai venti di settentrione dalle più elevate colline di Cavaso e Castelli.
Confina a Nord col territorio del Comune di Cavaso, ad Est col territorio
della Frazione Castelli di Monfumo, a Mezzodì con Crespignaga ed Asolo, ad
Ovest con Castelcucco.
La sua posizione astronomica è ai gradi di longitudine orientale 29° 30';
di latitudine settentrionale 45° 50'.
CAPITOLO II
Monti, Valli ed Acque.
I° A settentrione vi sono le colline così dette Rosse o di Saldame, e sono
la continuazione di quelle che cominciando a Paderno di Asolo, dopo attraversato
il territorio di C.Cucco ed il mio paese, vanno a perdersi insensibilmente nel
Comune di Onigo vicino al fiume Piave.
Queste colline sono sollevamenti terziarii di arena di mare mista ad
agglomerati di chiocciole petrificate.
Nel declivio meridionale di queste colline sporgono a fior di terra parecchi
filoni di marmo lumachella, che si adopera in diversi lavori di architettura,
come sarebbero colonnati, gradinate, parapetti di altare, coperte di tavoli
da caffè. ecc.
La serie delle colline di mezzo, dette anche Monti di Tonfo, sopra una delle
quali è fabbricata la Chiesa Parrocchiale, è una successione continua,
solamente interrotta da strette gole di sollevamenti vulcanici dell'ultima
era dei cataclismi.
E' verosimile che dall'ultimo colle che si spense di questi piccoli vulcani,
il paese abbia pigliato il nome di Monte del Fumo, quindi Monfumo: sebbene
non sia meno probabile l'opinione di chi ne fa derivare l'etimologia dai fumi
che densi si innalzavano da queste colline pelle carbonaje che numerose vi
erano un tempo.
I detti colli colle loro appendici attraversano la parte media del paese
da occidente in oriente un poco Nord-Est, e sono la continuazione di
quelli che cominciano subito al di quà del torrente Muson di C.Cucco,
seguitando dopo Monfumo ad attraversare anche la Frazione Castelli nella
stessa direzione.
Finalmente tre importanti colline, ramo settentrionale dei Colli di Asolo,
chiudono il confine del mio Paese dalla parte di Sud-Est. Desse sono così
denominate da occidente in oriente: Piumada e Col Bolengo, col Torondo
(viziato di Rotondo) e Colpien con Pianezza, lunga appendice di detto colle
dal lato di settentrione.
E' celebre inoltre una lunga collina, di sedimento tutto cretoso, detta il
Longon, che spartisce in due parti ineguali tutto il paese da Sud-Ovest a
Nord-Est, senza contarne altre assai numerose di tal genere che servono
come di appendici ai colli maggiori.
I colli più alti, quelli cioè che col vocabolo della scienza si direbbero i
punti culminanti, nella catena di mezzo sono: il Monte, così detto per
autonomasia, ove sorge la Chiesa, il Col dei Pat; il Colle degli Olivi; il
Colle Berto ed il Colle Andreazza.
Nella catena di Sud-Est i di già nominati, e nessuno d'importanza nella
catena di settentrione.
II° Fra questi colli si estendono grandi e piccole valli molto feconde.
Le principali sono: 1. La gran Valle del Muson, che comincia alle sorgenti di
questo torrente, e sempre più dilatandosi, si estende fin dove il medesimo
torrente si allontana dal confine occidentale del paese. 2. La valle
dell'Acqua Morta, che comincia dal confine di Nord-Est, a piè del Monte
Colliberto sul tenere di Cavaso, e si estende fin dove l'Acqua Morta si
congiunge al Muson. 3. La valle dello Schenèr, che comincia dalla parte
di settentrione sotto il nome di Valle di Slina, seguita il corso di del
torrentello Schenèr fin dove questo conduce le sue acque fuori di confine
dalla parte di occidente pigliando ivi il nome di Valle dell'Orco.
4. Finalmente sul confine Nord-Ovest parte della valle, detta Valmaòr.
III° Abbondante copia di sorgenti, mantenute dalle acque piovane, di che
s'imbevono le nostre colline, abbonda nel mio Paese.
Quasi tutte servono ad ingrossare il celebre torrente Muson, che attraversa
tutto il territorio in senso d'oriente in occidente. Dirò delle principali.
Il Muson, che ha le sue sorgenti nel Gorgo del Tinazzo, ampia conca naturale
nel confine sud-est, vicino al territorio di Crespignaga e di Coste (comune
Maser). Esso drizza il corso subito dopo la sua sorgente a settentrione per
un chilometro circa di cammino, ed intanto segna il confine tra Monfumo e
Castelli; indi volge bruscamente ad ovest-sud e dopo percorso lo spazio di
circa due Kilom. esce dal confine occidentale per dividere quindi il
territorio di asolo da C.Cucco, fin dove si unisce all'altro ramo, che viene
dai Colli di C.Cucco, e mescolate insieme le acque, percorre fin presso
Padova, dove si getta nel Brenta, e quindi nel mare Adriatico presso Venezia.
Il Muson riceve alla destra della sua corrente: 1. La Varmaletta, che
proviene da Castelli, e per un buon tratto di spazio segna il confine
orientale tra Monfumo e Castelli; 2. L'acqua Morta, che alla sua volta
riceve il Bottino, ed il Canaletto, e si unisce al Muson al confine sud-ovest
del paese. Alla sua sinistra riceve le due piccole correnti: 1. Di Val di Col
Bolengo; 2. Di Val di Piumada. L'Acqua di Val di Slina, che tre sua origine al
nord dalle colline di Cavaso, e dopo percorso un Chilometro esce dal confine
dalla parte occidentale sotto il nome di Schenèr. Finalmente l'Acqua di
Valmaòr, che lambisce il confine nord-ovest, ed entra subito nel territorio
di C.Cucco.
Capitolo III
Dimensioni, Reggime, Religione, Popolazione.
1. Il mio Paese si estende da nord-ovest a sud-est per circa quattro Chilometri; e tre da oriente in occidente.
2. E' Capoluogo di Comune, da cui dipende la Frazione Castelli, ha il suo
Sindaco ed una Giunta Municipale, non altrimenti che tutti i comuni d'Italia.
3. I suoi abitanti appartengono tutti indistintamente alla Religione
Cattolica-Apostolica-Romana, la sola vera religione della grande maggioranza
dello Stato, ed un Parroco-Rettore di Monfumo e Castelli, è preposto alla
cura delle anime.
Capitolo IV
Strade
Il mio paese ha la sventura di mancare quasi del tutto di strade, motivo per
cui gli abbondanti prodotti del medesimo sono piuttosto in deprezzamento pella
difficoltà del trasporto; e motivo inoltre del tardo progresso d'incivilimento
per parte degli abitanti, che mancano di comunicazione co' paesi limitrofi.
Si fecero di vari progetti per aprire delle strade che lo mettessero in
comunicazione, tanto necessaria, prima colla Frazione Castelli, quindi
con Cavaso e C.Cucco, ma le annate tristi che corrono e le non indifferenti
difficoltà locali, non ultima la mancanza assoluta di ghiaja e l'esiguo Censo
Comunale, ne impedirono finora l'attuazione.
Sicchè possiamo dire di possedere soltanto la via, che partendosi dalla Contrada
dei Forner, ove ha sede il Municipio, mette ad Asolo, Capoluogo di Mandamento,
distante Chilom. 5,550. Dopo questa comunale, vi sono le strade vicinali,
fangose in tempo di pioggia, dei Sassetti, delle Costeselle, di Cornarotta,
del Longon, e del Muson, quest'ultima molto importante per la viabilità
dell'intero Comune.
SEZIONE SECONDA
Topografia - Aspetto del Paese - Sua Storia
1
Topografia.
Presso la sommità di un bel colle di forma rotondo, situato a circa la metà
del paese, sorge maestosa la Fabbrica della Chiesa Parrocchiale di bello
stile corintio, adorna di un pregevole dipinto ad olio nella Pala dell'Altar
Maggiore, lavoro del celebre pittore Antonio Argentini, eseguito nell'anno
1763, tre anni appena dopo compiuta la fabbrica della Chiesa; inoltre ha
fregiato il soffitto di recente costruzione co' suoi bellissimi dipinti in
affresco il bravo pittore Noè Bordignon di Castelfranco-Veneto, della
scuola Romana.
In prossimità della Chiesa, e propriamente sul cucume del monte, si veggono
ancora a fior di terra i ruderi (avanzi di antichità) dell'antico Palazzo,
anzi Fortezza medioevale dei Signori de' Maltraversi, ramo della Famiglia
del Castello di Fonte. Quindi viene la casa Canonicale, che serviva del
predetto Castello. A circa un Chilometro a nord della Chiesa Parrocchiale
giace il più numeroso borgo di case, denominato i Forner, ove trovasi il
Municipio. A circa altrettanto di distanza verso est trovasi il Palazzo
di Ca' Corniani, un tempo casa di villeggiatura di quei nobili Veneziani,
ora in possesso del Signor Vincenzo Consigliere Scotti di Venezia.
Altri luoghi un tempo rinomati erano Ca' Spinelli, sul confine nord-ovest
del paese, e la contrada, ora pressochè distrutta di Cornarotta sulla via di
questo medesimo nome, a mezzodì dalla Chiesa un poco oriente.
2
Aspetto del Paese, sua Storia.
I° Una successione continua di colline d'ineguale altezza interrotte da
moltitudine di valli e valloncelle, irrigate da copiose sorgenti e scoli di
acque, dà al mio paese una sì cara varietà di aspetto, che incanta sempre
l'occhio del forastiere co' magnifici panorami che ad ogni piè sospinto si
dispiegano dinanzi alla vista.
Quivi abbondano i foraggi pel bestiame, principale ramo d'industria pei
popolani. I vigneti che passano pei più celebri di questi dintorni. Distinto
è sempre il vin bianco di Monfumo, siccome quello che si raccoglie da viti
piantate la maggior parte su di un suolo cretoso, che comunica gran
quantità di alcool al vino medesimo. Vi sono molti alberi fruttiferi d'ogni
specie, abbondano la legna e gli strami, e neppure il suolo, nel suo interno,
manca di prodotti, scoprendosi a fior di terra in parecchi siti, nella parte
sud-est specialmente, filoni di lignite, per cui pagherebbe certo la spesa,
vi fosse che ne cimentasse lo scavo.
II° Il mio paese fu stanza un tempo, con fortezza, anche questa distinta
in un ramo dei Signori de' Maltraversi, conosciuto quindi sotto il cognome di
Conti di Monfumo, e mancato nel secolo decomoquarto. Della Fortezza
sumentovata ora non esistono che pochi ruderi sulla cima del colle che
sovrasta la Chiesa, ove scavando facilmente si trovano, pochi palmi sotto il
suolo, le fondamenta dell'antico Castello, e le muraglie di cinta. Conservasi
ancora abbastanza in buono stato, un vasto e profondo serbatojo d'acqua,
tutto interamente scavato nel tufo del monte.
Monfumo è pure la patria de' Fratelli Gio: Antonio ed Andrea Faldoni, celebri
incisori in Venezia ed a Roma, ove cessarono di vivere a circa la metà del
secolo XVIII.(1)
(1) De' Fratelli Gio: Antonio ed Andrea Faldoni si conservano nel Museo di
Bassano le copie fedelissime delle loro più celebri incisioni in rame quasi
tutte di argomento religioso.
NOZIONI
GEOGRAFICO-STORICHE DEL MIO PAESE
PARTE SECONDA
CASTELLI DI MONFUMO
SEZIONE PRIMA
Geografia
PROEMIO
Io abito a Castelli, Frazione del Comune di Monfumo, nel Mandamento di Asolo,
Provincia di Treviso. Come è stretto dovere di ogni buon cittadino di amare
con tutto l'affetto la propria patria, che per noi è l'Italia, così ne viene
di conseguenza, che questo amore da me si cominci a tributare dapprima al
mio paesello natio, ove ho respirate le prime aure di vita.
Mi farò quindi un dovere di conoscerne in primo luogo la sua Geografia,
indi la sua abbastanza celebre pagina di Storia.
CAPITOLO I
Posizione Astronomica, Confini
I° Giace il Paese in Europa, e più propriamente nella parte settentrionale
d'Italia al meridiano 29°31' di longitudine orientale dall'Isola di Ferro; ed
al Parallelo 45° 50' di latitudine Boreale.
II° Desso confina a settentrione o nord con Cavaso e Pederobba; a levante od
est con Onigo e Cornuda; a mezzogiorno o sud con Maser, Coste e Monfumo; ad
occidente od ovest con Monfumo.
CAPITOLO II
Monti, Valli, Acque
I° A somiglianza di Monfumo, di cui è gran parte, il mio Paese è anch'esso di
occidente in oriente un poco nord-est, divise le une colle altre da valli e
valloncelle che sono mantenute umide e feconde per le acque che distillano
dai monti sovrapposti. La prima è la catena dei colli posti al confine di
settentrione, e sono della stessa natura, che quelle di Monfumo, di cui sono
la continuazione; abbondanti, vale a dire, di agglomerazioni petrificate,
e di saldame, ragione per cui sono poco produttivi. Peraltro vi alligna
con buon succeso la vite, il castagno, ed il rovere.
La catena di mezzo, formata di piccoli colli vulcanici, corre nel senso
della precedente, ed è essa pure la continuazione dei colli dello stesso
sollevamento, ultimo dei grandi cataclismi, ed attraversa il mezzo di Monfumo.
La terza catena finalmente altro non è che gli ultimi sporti a settentrione
dei così detti Colli Asolani sulla linea di confine Castelli, Maser e Coste.
I punti culminanti più degni di essere ricordati, sono: 1. Nella catena a
settentrione, i due Colli l'uno al di quà l'altro al di là subito della
Chiesa Curaziale, entrambi sede un tempo di due celebri fortezze,
appartenenti alla chiarissima famiglia dei Conti di Lussemburgo, conosciuti
sotto il nome di Conti de Castellis, che diedero il nome al Paese.
Viene quindi subito un po' ad ovest dei prededenti il Monte Mason, e piccola
parte del bosco erariale detto il Collibert.
2. Nella catena di mezzo il Col del Tasso, e la Cima.
3. Nella catena di mezzogiorno, il Colle che sovrasta l'antica villeggiatura
autunnale di Ca' Balbi.
II. Le molte sorgenti di acque che discendono in torrentelli e rigagnoli dal
piacevole declivio dei colli suddetti, alimentano le erbette, ed i vari
prodotti di una moltitudine assai numerosa di valli e valloncelli che tanta
varietà di bellezza danno al mio Paese.
Le più rinomate sono a levante; 1. La Val Longa, che comincia nei boschi di
Onigo, e dopo percorso il confine orientale di Castelli, con grande apertura
entra nel territorio di Cornuda sotto il nome di Val del Zot. 2. La Valle
della Scaletta, che si apre un varco tra le strette gole del Colle che
sovrasta Ca' Balbi, a ì del Paese. 3. La valle del Muson, che comincia
subito alle sorgenti di questo torrente, nel confine di mezzogiorno, e si
distende fin dove il Muson entra nel territorio di Monfumo, confondendosi
ivi colla valle della detta Delle Vermàle, che comincia sul confine
settentrionale del Paese sotto il nome Della Bissa, e spartisce in due
parti ineguali tutta la regione da nord-est a sud-ovest.
III. Le principali acque, che, quasi tutte perenni, irrigano il suolo del mio
Paese sono: 1. Il Muson, che tragge sua origine dal Gorgo del Tinazzo, sul
confine di Monfumo, Coste e Maser, e dopo breve corso perviene al confine
sud-ovest di Castelli, e lo divide da Monfumo stesso, ed uscito da questo
drizza il suo lungo corso, quasi sempre a mezzogiorno, finchè giunge a pochi
Chilometri sopra Padova, a mescolare le sue acque melmose con quelle del fiume
Brenta per gettarsi quindi nel mare presso Venezia.
Alla sua dritta il Muson riceve quasi tutte le correnti di acque che irrigano
il mio Paese, e prima riceve gli scoli della valle della Scaletta uniti a
quelli della Valle di Cà Balbi e della valle pure che discende dal Colle del
Tasso presso la brusca piega che fa da settentrione ad occidente.
Indi riceve la Varmàla, ingrossata dalla Valle del Ponte, dalla Val del Poset,
dallo scolo della Bissa, e della Val degli Arzèni, nonchè dagli scoli che
provengono dal Bosco Erariale. La Guizza, che unita alla Varmàla segna il
confine occidentale del mio Paese. L'acqua di Val Longa, che comincia a
formarsi dagli scoli delle colline di Onigo, sul confine nord-est di castelli,
e quindi ingrossata dalle acque di Valle del Zòt segna quasi tutto il confine
orientale per indi passare nel territorio di Cornuda.
CAPITOLO III
Dimensioni, Reggime, Religione, Popolazione.
1. Il mio Paese si estende da nord a sud per circa 4 Chilometri e mezzo, e
per 3 da est verso ovest.
2. E' Frazione del Comune di Monfumo, che ne è il Capoluogo, e viene quindi
retto allo stesso modo, vale a dire ha il suo Sindaco, e la sua Giunta
Municipale, non altrimenti che tutti i Comuni d'Italia.
3. I suoi abitanti professano tutti indistintamente la Religione
Cattolica-Apostolica-Romana, sotto la direzione e sorveglianza di un molto
Rev. Curato cooperatore nella cura d'anime al Parroco di Monfumo, da cui
dipende questa Chiesa Curaziale.
4. La popolazione al primo Gennajo 1881 sommava 519 anime.
CAPITOLO IV
Strade.
Anche il mio Paese, a somiglianza di Monfumo da cui dipende, patisce
deficienza di strade di comunicazione; e prima di tutto dee lamentarsi
la mancanza di una via di congiungimento col Capoluogo Monfumo.
La posizione difficile ne fu sempre il primo e maggior ostacolo, e le
annate critiche che corrono ne costituiscono il secondo. Peraltro in
questi ultimi anni a tutto merito dell'Onor. Rappresentante Municipale, venne
ridotta in buono stato di manutenzione la Strada così detta del Palazzo, che
mette in comunicazione il mio paese con i finitimi di Cornuda e di Onigo,
strada che costrutta ab antiquo dalla nobile famiglia Mulazzani pochi anni
or sono era ridotta inservibile, con immenso danno di questa Frazione che
rimaneva in tal modo chiusa da ogni parte alle esterne comunicazioni.
Di più detta strada venne prolungata per oltre un Chilometro verso
nord-ovest, cioè dal Palazzo ora Neville dove avea termine, sino alla Chiesa
Curaziale, luogo in prima quasi inaccessibile a piedi. Si spera che la
medesima venga in seguito prolungata sino ai confini di Cavaso, e quindi
aperto un'altro sbocco verso quell'importante Comune, che da sua parte
acquisterebbe una nuova comunicazione breve e diretta con Cornuda; allora
con poca spesa si potrà unire la strada che dai Forner di Monfumo, metterà
per Castelcies a Castelli ed a Cavaso in pari tempo.
Le altre vie quasi impraticabili nel Paese sono: 1. La strada detta delle
Caenère. 2. La strada della Scaletta. 3. La strada che dal Palazzo Neville in
senso di oriente in occidente attraversa il Paese, passando pei borghi di
Costa Mattia e di Ara Grande.
SEZIONE SECONDA
Topografia - Aspetto del Paese - Sua Storia
1
Topografia
Nel mezzo del breve intervallo, che separa le due celebri colline nella catena
dei monti di settentrione, dove sorgevano le due Fortezze De Castellis, sta
fabbricata la mia Chiesa Curaziale, di architettura abbastanza elegante del
secolo scorso, e propriamente compiuta nel 1734.
Va distinta la Palla dell'Altare Maggiore, per essere lavoro di fino penello.
Sulla sommità della collina ad oriente s'innalza maestosa la Torricella di
recentissima costruzione, e domina per un assai grande tratto di orizzonte.
Viene quindi in prossimità della Chiesa ad occidente la casa Canonica,
fabbricata nel masso, ed in abbastanza buon ordine. Sul declivio occidentale
del colle ad ovest della Chiesa si trovano le case antichissime, un tempo in
proprietà di certo Pandolfo Malatesta da Rimini.
A poco oltre un Chilometro di distanza, sulla via che conduce a Cornuda,
giace il Palazzo di Villeggiatura, un tempo de' nob. Signori Baroni
Mulazzani; ora passato in proprietà, colle numerose sue tenute, al Signor
Neville di Cogolo. Finalmente due piccoli gruppi di case sono da ricordarsi,
tutti e due situati sull'antica via che attraversa il Paese da occidente in
oriente, vale a dire il Borgo di Ara Grande, ove si trova la fabbrica di
recente costruzione per uso di scuola mista elementare, e poco più a
mezzogiorno il piccolo borgo denominato La Mandra; quindi i pochi casolari
di Costa Mattia tra Ara Grande e la Villeggiatura Neville.
2
Aspetto del Paese - Sua Storia
I. Le nostre ridenti colline, frastagliate da valli e burroncelli, da piccoli
piani leggermente inclinati, colle piantagioni dei castagni, delle roveri
delle viti e di ogni qualità di alberi fruttiferi, ti danno un aspetto si
leggiadro, che t'incanta lo sguardo, e t'innalza la mente alla contemplazione
del bello in natura.
I migliori prodotti del mio Paese sono: le uve, il fieno e le frutta, senza
omettere buona parte ancora di legumi e di biade.
II. Le prime memorie storiche di castelli risalgono ad una ben remota
antichità. Prima ancora del 1400 una illustre famiglia di Conti del
Lussemburgo nella Germania, discesa in Italia coll'Imperatore di quell'epoca,
dopo celebri fatti d'arme, ebbe in dono dall'Imperatore stesso queste colline,
che, sebbene di natura selvagia in quel tempo, pure presentavano un rifugio
abbastanza sicuro, e di natura quasi inespugnabile contro la foggia di
combattere di quell'epoca. Quivi adunque si stabilirono gl'individui
componenti la detta famiglia, allettati anche dal temperato aere d'Italia,
Fabbricarono due Forti, o Castelli, l'uno dirimpetto l'altro sulle due
colline in mezzo alle quali ora giace la Chiesa, e da questi vennero
denominati Conti de Castellis, a somiglianza del tedesco Eccelino, che assunse
il cognome da Romano.
I discendenti di questa famiglia illustre che furono Bonifacio I.II.III. e IV.
ebbero tanta parte nelle guerre della si vessata Provincia Trivigiana nei
secoli XII. XIII. e XIV. Una Ducale della Repubblica di Venezia emanata nel
1339, riconosce castelli per Villa. Ancora vi sono ruderi della sua antichità,
ed esistono alcune lapidi parte intere, parte smozzicate, che accennano a
personaggi illustri, od a fatti storici, riguardanti il mio Paese.
A' tempi di Bonifacio IV. de Castellis (circa il 1510) un chiaro personaggio,
certo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini, che avea ricevuto Cittadella in
cambio del suo castello di Rimini nelle Marche, cui cesse alla serenissima
Repubblica di Venezia, venne a chiedere l'ospitalità presso questa nobile
famiglia, essendo decaduto dal posto che occupava in qualità di Generalissimo
delle truppe Veneziane. Vi fu accolto coll'onore dovuto alla sua persona, e
ben trattato, finchè visse il suo protettore; e gli furono assegnate per
abitazione le case in prossimità al Castello.
Ma venuto a morte il Conte Bonifacio IV. e non molto tempo dopo anche il
Malatesta, e decaduta dal pristino splendore la famiglia de Castellis, due
dei cinque figli del Malatesta espatriarono da Castelli, e si stabilirono
nella prossima villa di Coste di Asolo, ove finora conservano i loro
discendenti il cognome di Malatesta; mentre gli altri tre figlioli, che
rimasero in paese, perduto poco a poco l'illustre antico cognome, quello
assunsero di Pandolfo, che si mantiene ancora in Castelli, Monfumo, Cavaso,
Asolo e S.Zenone degli Eccelini nei discendenti di questa nob. Famiglia,
alla quale ha pure l'onore di appartenere chi scrisse queste poche cose.
Ancora a' tempi nostri si rammenta con piacere l'ultimo rampollo dei Conti
de' Castellis in un zelante e dotto Sacerdote, rimasto vittima del suo
ministero nel cholèra-morbus, che desolava la vicina Asolo nel 1855, nella
persona di D. Francesco nob. De' Castellis.
FINE
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