AOLpress, l'editor di America Online Nota: il seguente articolo parla di un particolare web editor, ma anche, in generale, delle caratteristiche ideali che un simile prodotto dovrebbe avere, per cui risulta più lungo di quello che una semplice recensione dovrebbe essere. Per i suoi abbonati il fornitore di servizi internet America Online, uno dei maggiori al mondo, ha creato e distribuito questo editor html, che, come dice il nome, serve per "stampare" le proprie pagine sulla rete. E' un programma dalle caratteristiche uniche, anche rispetto alle versioni commerciali di altri prodotti più noti, che, diversamento da questo, non sono affatto gratuiti. AOLpress 2.0 è infatti disponibile a tutti sul sito: www.aolpress.com Pur non essendo certamente un programma perfetto, è senza dubbio più che sufficiente per creare e gestire un piccolo sito, molto di più che, per esempio, Netscape Composer della suite Communicator, o di Microsoft FrontPage Express, ledizione gratuita, ma molto limitata, di FrontPage, uno tra i migliori strumenti di creazione e gestione di siti web. Per citarne subito i difetti, si può dire che il programma è un po lento, per cui su computer poco potenti non funziona benissimo, e ogni tanto qualche bug lo blocca (anche in questo caso però, i dati vengono salvati automaticamente). Inoltre, anche se è solo un rilievo estetico, linterfaccia non appare proprio recentissima. I lati positivi però prevalgono di gran lunga. Ecco un elenco dei principali, di alcuni dei quali seguirà una spiegazione più sotto: 1. E fondamentalmente un editor WYSIWYG, ma il codice è non solo accessibile per essere editato, lo è anche molto più facilmente che in un editor di codice puro. 2. Oltre ad essere un editor è anche un browser, cosa veramente unica nel genere. 3. Gestisce il codice secondo le specifiche HTML 3.2 o Netscape, a scelta, ed effettua una correzione del codice di file preesistenti, senza pretendere di avere formati proprietari e segnalando, con la possibilità di ignorarli, i tag che non riconosce. 4. Oltre a tutti i normali strumenti di manipolazione e formattazione del testo (taglia, copia, incolla, trova e sostituisci - stile, dimensione e colore del testo e della pagina) e agli elementi base dellhtml (link, ancore, immagini, liste), si possono creare e gestire, con semplici finestre di dialogo, elementi complessi come immagini-mappa, tabelle, form e frame, oltre a poter inserire applet Java. 5. Per il controllo e gestione del sito ci sono il controllo ortografico (in inglese, ma non è certo colpa sua!), il controllo dei link ed uno strumento, i miniweb, per avere una visione grafica dei link tra i file. Lo stesso strumento permette di salvare tutte le pagine tra loro collegate sul server che le ospiterà. 6. Per la gestione dei file, questi si possono importare ed esportare in vari formati, oltre allhtml ed al testo semplice (per esempio in RTF), e più file possono essere editati contemporaneamente in più finestre allinterno del programma. 7. Infine, linterfaccia è ampiamente configurabile, per esempio si possono scegliere tutti i bottoni che si vogliono far apparire sulla Toolbar da un elenco molto ampio. Il primo punto è forse il più importante. Il formato html si è diffuso non perché sia lunica forma possibile di ipertesto, ma perché è uno standard accessibile a tutti: con un semplice editor di testo e la conoscenza di pochi tag, si possono creare facilmente pagine di ottimo aspetto con la possibilità di inserire anche elementi grafici. Il metodo "scrivi il codice e poi vedi come appare nel browser" però è un modo di fare un po primitivo ed implica la conoscenza dellhtml. In fondo nessuno ha mai pensato di codificare a mano un file di Word, perché, a parte che le specifiche non sono pubbliche, la cosa non ha alcun senso: il programma che visualizza il file è lo stesso che lo crea, e lo fa nella cosiddetta modalità WYSIWYG, cioè "quello che vedi (mentre editi) è esattamente quello che ottieni (cioè come gli altri vedranno il tuo file)". Anche se non è sempre stato così, è da moltissimo tempo che i word processor per ufficio sono passati alla modalità WYSIWYG. Il fatto che per i file html non sia così ha una sua (buona) motivazione, che è la stessa per cui è meglio parlare di editor html "quasi" WYSIWYG. In ogni caso, vedere che codice leditor produce e possibilmente modificarlo è irrinunciabile. Questo perché il programma che visualizza i file non è unico, tuttaltro: i file html sono stati apposta concepiti per essere visualizzati da moltissimi programmi diversi, su diverse piattaforme, con le più diverse dimensioni dello schermo, disponibilità di font, capacità grafiche o meno. Non ha senso quindi parlare di WYSIWYG, o ne ha uno molto limitato. Il nostro editor WYSIWYG ci mostrerà qualcosa di approssimativamente simile a quello che vedranno gli altri, ma per avere un controllo maggiore, non si potrà far altro che vedere il codice prodotto e conoscere non solo lhtml, ma anche le particolari idiosincrasie di browser che tendono ad essere tra loro incompatibili. Questo non deve far cadere nella conclusione che sia meglio codificare tutto a mano: è veramente insensato infatti lottare con un file inserendo a mano cose come à per far apparire una semplice à, per non dire di peggio. La soluzione migliore si ha con uno strumento come AOLpress, appunto: il 95% del tempo lo si passa in modalità WYSIWYG, con il restante 5% dedicato a controllare ed eventualmente affinare il codice prodotto dalleditor per elementi particolari, specie tabelle, frame, form o attributi particolari di altri tag. In questo AOLpress è migliore anche degli editor commerciali: passando dalla finestra WYSIWYG alla finestra del codice, il cursore si ritrova esattamente nella posizione corrispondente a quello grafico (in altri programmi, peraltro buoni, invece, il programma individua solo approssimativamente la posizione, ad esempio un intero paragrafo). Questa prerogativa è utilissima e premette, tra laltro, di imparare facilmente lhtml per imitazione, posizionandosi in un punto e vedendo il codice corrispondente. Il problema principale della lettura diretta del codice è quello di individuare i diversi elementi: questa caratteristica, assieme alla buona formattazione automatica ed alla colorazione dei tag, lo risolve completamente. E, risolto questo problema, molto spesso è più veloce lavorare sul codice che imparare l'uso di strumenti grafici. Per esempio, spostare righe di una tabella da un punto all'altro è più facile dal codice, quando è ben formattato come nel caso di AOLpress, che dall'interfaccia grafica (con moltissimi editor in realà non si riesce nemmeno a selezionare l'elemento che si intende copiare o tagliare). La seconda caratteristica, quella di essere anche un browser, è, stranamente, unica. Quando si utilizza un word processor non si fa alcuna distinzione tra la funzione di visualizzazione e quella di editazione, semplicemente le due funzioni sono fuse assieme nello stesso programma. Se si modifica qualcosa, si ha la possibilità di salvare queste modifiche quando si esce dal programma. Gli editor html invece sono spesso distinti dai visualizzatori, i browser. Questo probabilmente per inserire nell'editor elementi grafici sovrapposti che rendano visibili caratteristiche sottostanti del codice, del tipo delle indicazioni di paragrafo nei word processor. In realtà l'unico caso in cui questa caratteristica è utile è quello delle tabelle senza bordi, che vengono tratteggiati. AOLpress permette comunque di visualizzare anche i bordi non visibili. Per il resto la distinzione è solo di impedimento. Infatti, in AOLpress si salta in modo naturale da un file allaltro attraverso i link, mentre nellaltro modo bisogna esplicitamente richiedere al programma cosa aprire. Questo porta a conseguenze perfino ridicole: nel caso di Netscape Composer, per esempio, se si apre un frame, viene visualizzata una pagina bianca, corrispondentemente al fatto che il file contiene solo indirizzi di altre pagine da visualizzare e nessun contenuto proprio (a proposito di Netscape e di ridicolo, se browser ed editor sono distinti sembra ovvio richiedere che ciò che si vede in uno sia lo stesso che si vede nellaltro (escludendo gli elementi grafici sovrapposti): ebbene, in questo caso si ha spesso una diversità tale che non si capisce come possano essere stati prodotti dalla stessa casa!). In realtà AOLpress segnala elementi particolari, ad esempio le ancore, che non sarebbero visibili in un normale browser, ma lo fa in genere semplicemente usando un diverso colore. Una caratteristica che manca rispetto ai migliori editor è quella di poter fissare le dimensioni delle tabelle trascinandone i bordi, ma questa fa parte di quelle caratteristiche "delicate" in cui ogni browser visualizza una cosa diversa, e di cui è bene editare direttamente il codice. Questo è un caso in cui meno potenza apparente è in realtà un vantaggio. Veniamo ora ad una descrizione degli strumenti per creare e gestire gli elementi più complessi di una pagina. Quando si deve inserire o modificare uno di questi elementi, una finestra di dialogo facilita la scelta dei possibili attributi, senza dover ricordare la sintassi html: questo non vuol dire che si può evitare di conoscere come funziona lhtml, semplicemente non occorre ricordarne i dettagli, specie quelli sintattici. 1. Scelta di file. I file possono essere specificati sia scrivendone lindirizzo che cercandoli sul disco (o su internet). 2. Scelta di un colore. I colori possono essere scelti sia direttamente da una palette grafica che specificandone il codice. 3. Attributi della pagina. Si può scegliere il colore o limmagine di fondo, i colori del testo e dei link, i link di navigazione (per i browser che li supportano) e informazioni sul contenuto (rating e bullettin-text). 4. Liste. Scelto il tipo di lista, viene creato il primo elemento, poi un semplice invio crea i successivi. Si creano liste annidate semplicemente posizionando il cursore e scegliendo il tipo di lista. 5. Attributi di testo selezionato. Dopo la selezione si applica lattributo (stile, dimensione, colore), eventualmente con un semplice pulsante. 6. Link ed ancore. Si seleziona lelemento (testo o immagine) e una finestra di dialogo permette di scegliere il bersaglio o il nome dellancora. 7. Immagini. La finestra di dialogo permette di scegliere la sorgente ed i suoi attributi (dimensioni, allineamento, testo alternativo). 8. Immagini-mappa. Questo è un tipico strumento rispetto al quale editare il codice è un modo barbaro di lavorare: scelta limmagine, semplicemente si creano su di essa (graficamente) le zone con i link, in modo facilissimo. 9. Tabelle. Si crea una tabella senza poter controllare troppi attributi, ma quelli non direttamente controllabili dallinterfaccia grafica si possono inserire editando il codice perché sono comunque riconosciuti. Gli elementi che mancano sono proprio quelli che hanno la resa meno certa con i diversi browser, quindi è bene controllarli direttamente. 10. Frame. Ottimo lo strumento per i frame: creato un nuovo frameset si possono crearvi i frame semplicemente trascinandone i bordi. Poi, selezionato un frame, se ne possono impostare gli attributi (nome, file visualizzato, ridimensionabilità e scorribilità) e il file appare al suo posto, se esiste già. Quando poi si impostano i link allinterno di una pagina con frame, vengono automaticamente proposti i target possibili (nomi dei frame presenti + blank, self, top, parent). 11. Form. Se si ha a disposizione lo script che gestirà la form sul server, il resto del lavoro è facile, scegliendo gli elementi della form da una palette grafica: bottoni alternativi, caselle di selezione, testi e text-area, liste di selezione, immagini e bottoni di reset e submit. 12. Applet Java. Permette di inserire il file contenente lapplet, il suo nome, larea di visualizzazione e gli eventuali altri parametri (se ci sono file di parametri già predisposti, li trova e li sottopone per limpostazione). Infine, resta da parlare degli strumenti di controllo del sito. Oltre allutile comando di controllo dei link di una pagina, esiste uno strumento grafico molto caratteristico di questo programma, i miniweb. Si può dire subito che questo strumento è molto ambizioso, e non è un caso che pochi programmi tentino di fornire cose analoghe. La sua implementazione però dovrebbe essere significativamente migliorata, assieme alle istruzioni per luso, un po confuse. Questa confusione, ed i problemi relativi, ci sembra nascano dalla fase di progettazione dello strumento: forse non avevano ben chiaro cosa fare! Ciò nonostante rimane, nellambito dei suoi limiti, uno strumento potentissimo, specie per la visualizzazione ed il controllo dei link. Data una directory contenente file html, si può costruire il suo miniweb, in cui i file sono rappresentati da icone e i collegamenti tra essi da frecce che vanno da uno allaltro. Usando il pulsante di controllo dei link stavolta vengono controllati tutti i link di tutti i file, non di uno solo. Si può decidere che tipi di file visualizzare, e come visualizzarli: a ragnatela, ad albero, per elenco nominale, indicando i link da o verso un file, od entrambi. Bisogna fare attenzione al fatto, scarsamente rimarcato, che uno stesso file può comparire due volte, una volta come file vero, ed unaltra come link che si trova allinterno di altri file. Quindi, se un file contiene link ad oggetti inesistenti, questi vengono visualizzati lo stesso, per poi essere indicati come link sbagliati in fase di controllo. Tipicamente uno strumento di gestione di un sito dovrebbe permettere di spostare e rinominare i file senza distruggere il funzionamento dei link. Allinterno di AOLpress si può rinominare il file reale: per far sì che i link che lo puntavano funzionino ancora, bisogna però rinominare allo stesso modo anche il suo gemello link. In questo modo il programma correggerà i tutti i link che puntavano al file in questione. Un modo migliore di procedere sarebbe stato quello di creare una sola icona per file, indicando in modo speciale i link che non portavano da nessuna parte, in modo che cambiare nome al file significasse cambiare anche i link che lo puntavano. Il limite più grosso dei miniweb di AOLpress però, riguarda la gestione di un sito su più livelli di directory: il programma crea automaticamente anche il miniweb di tutte le sottodirectory ma ne gestisce una alla volta, ciascuna con il suo miniweb. Questo, pur se vengono visualizzati anche i link di file fuori directory, ha come conseguenza che la funzione di rinomina dei link modifica solo quelli nei file della directory corrente, e che la funzione di controllo dei link controlla solo i link dei file della stessa directory. Il lavoro è quindi ridotto, dal controllare tutti i file al controllare tutti i miniweb: è già molto, ma si potrebbe fare meglio (speriamo nella versione 3!). Per il resto i miniweb sono molto utili: oltre al controllo dei link, cliccando sulle icone si aprono i corrispondenti file per la visualizzazione o lediting, e si possono creare file "fantasma", della cui costruzione occuparsi in seguito. Inoltre, salvando un miniweb in una data locazione, si salva insieme tutto il sito corrispondente, avendo così un modo agevole di trasferire il proprio sito sul server. Riassumendo si può dire che nonostante qualche funzione non perfetta, nellinsieme ci sono pochi programmi che possono offrire altrettanto, e certamente nessuno allo stesso prezzo! Per questo vi consigliamo vivamente di provalo.
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