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Piccolo Cane

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Babylon, il traduttore a singolo click
 
 
     E' improprio definire Babylon un traduttore, sarebbe meglio chiamarlo semplicemente vocabolario. Quello che fa in effetti è proprio questo: quando si trova una parola ignota, ne fornisce i possibili significati. Può sembrare un grosso limite, ma per lo scopo per cui è stato creato, non lo è affatto. Ma andiamo con ordine.

     Innanzi tutto, la traduzione è unidirezionale, cioè solo dall'inglese verso altre lingue, tra cui, nel nostro caso, l'italiano. Babylon è infatti stato concepito per i moltissimi utenti del World Wide Web che, pur capendo discretamente l'inglese che su di esso domina, non avendolo come madrelingua ne conoscono un numero limitato di vocaboli. Quello che Babylon si limita a fare è fornire le possibili traduzioni di parole, singole o unite in espressioni, come si potrebbe fare con un normale vocabolario. Rispetto a questo però ha l'enorme vantaggio della velocità: basta cliccare su una parola per vederne i possibili significati. Può sembrare poco, ma in realtà, rispetto al dover scartabellare anche solo per una parola ogni dieci, è un grande vantaggio, che può fare la differenza tra il voler leggere un articolo o preferire altra attività.

     Questo modo di operare è molto più veloce e comodo anche di quello di altri programmi di traduzione, con i quali occorrere copiare il testo da tradurre, passare al programma di traduzione, incollare il testo nell'apposita finestra, schiacciare almeno un pulsante per avere la traduzione, ed infine ritornare al testo che si stava leggendo.

     Il programma infatti lavora in background, le parole possono essere visualizzate in una qualunque applicazione grafica, non solo un browser web, ed un click del pulsante destro del mouse propone una piccola finestra con i risultati della ricerca. La tecnica utilizzata per individuare le parole, infatti, non interagisce con i formati dei testi di questa o quella applicazione, semplicemente individua e riconosce le parole dalla loro rappresentazione grafica, nello stesso modo in cui lavorano i programmi OCR che trasformano in testo le immagini di pagine scritte, importate da uno scanner.

     Questo ha due indubbi vantaggi. Uno è quello che, non dovendo conoscere alcun formato interno dei file di un'applicazione particolare, purché questa produca testo leggibile, andrà bene anche con le sue future evoluzioni (nessun aggiornamento obbligato). L'altro è quello di poter leggere e tradurre testo anche quando è contenuto in immagini, cosa molto frequente in Internet.

     Un piccolo momentaneo svantaggio è che l'OCR incorporato in Babylon ha della difficoltà con il testo "smooth", quello che utilizza varie tonalità di grigio (o colore) per rendere meno scalettati i lati obliqui dei caratteri e questi, di conseguenza, più belli da vedere sul monitor. Questa tecnica è per esempio utilizzata dal diffusissimo Acrobat Reader di Adobe per i file PDF. Un rimedio momentaneo è istruire Acrobat a non utilizzare questo effetto (opzione "Uniforma testo e immagini monocromatiche" in preferenze/generali, nell'edizione italiana). Stesso problema si ha cercando di leggere testo all'interno di immagini dal fondo non uniforme, ed in questo caso non c'è rimedio. Anche in questi caso però, l'alternativa è solo un poco più scomoda: quando Babylon non riesce ad individuare da solo la parola di cui occuparsi, apre una finestrella in cui digitarla, e la traduce dopo che abbiamo dato "Invio". Risulta, lo stesso, molto più veloce del dizionario cartaceo. In questo modo si può anche utilizzare il programma per tradurre parole qualsiasi che ci dovessero venire in mente: basta cliccare in un punto in cui non ci sono parole, e digitare quello che vogliamo nell'apposita finestrella.

     Un problema certamente più serio riguarda proprio il vocabolario incorporato nel programma. In effetti è molto ampio, ed ha anche una versione in cui, oltre alle parole singole, traduce espressioni idiomatiche, ma, almeno per ora, ha una mancanza notevole: quella dei verbi modali. Questi sono quei verbi, frequentissimi in inglese, che assumono molti significati diversi a seconda degli avverbi che li accompagnano, ad esempio "come" (venire), "come in" (entrare), "come back" (ritornare). Questo non si può certamente definire un piccolo problema, ma siccome riguarda essenzialmente la ricchezza del vocabolario, e Babylon è un prodotto recente ed ancora in evoluzione, ci si può aspettare che verrà presto risolto.

     Infine, il costo. Per uso personale è totalmente gratuito, ed è disponibile sul sito della società, www.babylon.com (circa 7 MB). Poiché però questa mira a formare un gruppo di utenti registrati, forse per rivendere il servizio ad altri, come capitato in casi precedenti, il programma funziona per 100 giorni, al termine dei quali bisogna collegarsi con il loro sito per riaverne altri 100, e così via. Nel processo vengono forniti dati di utilizzo e dati personali che si possono, o no, voler inserire nei questionari. In ogni caso i termini e le spiegazioni sono fornite dettagliatamente durante l'installazione del programma, ed il funzionamento nei primi 100 giorni non è subordinato ad alcun collegamento internet.